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L'ARTIGIANATO


L'importanza delle attività artigianali in Umbria è legata alle loro radici antiche. Tra il '200 ed il '500 fiorì la pittura su vetro, di cui sono rimaste tracce nella Basilica di San Francesco ad Assisi. In diverse località furono aperte fabbriche di maioliche, dapprima ad Orvieto, poi a Deruta, Gubbio e Gualdo. L'arte dell'intaglio e dell'intarsio in legno ebbe particolare rilievo dal '300 al '500, come testimoniano i cori del Duomo di Perugia, Città di Castello, Orvieto e Todi. La lavorazione dei tessuti, che si pratica fin dal XII sec., ha subito l'influenza della produzione francese, in particolare degli Arazzieri di Lilla e di Giacomo di Bergières. Questi tessuti la cui lavorazione si ispira alla cultura medio-orientale, vengono decorati con motivi geometrici, umani ed animali. 




Con l'industrializzazione l'oggetto "fatto a mano" assume valore, diventando pezzo unico ricercato ed apprezzato. 
Attualmente il settore più valido rimane quello della ceramica, sopratutto di Deruta, dove si usano ancora le tecniche di lavorazione antiche degli Etruschi. importante è anche l'artigianato del legno presente a Città di castello, Todi ed Orvieto, con intarsiatori, intagliatori ed ebanisti. Il rame ed il ferro vengono lavorati a Gubbio, Orvieto, Passignano e Magione. Tipica è la lavorazione delle raspe e delle lime nel Sellano in Valnerina. Nell'isola Maggiore sul lago Trasimeno troviamo la lavorazione del merletto e del pizzo d'Irlanda, quest'ultimo introdotto dalla Marchesa Guglielmi, che aveva assunto a servizio gente proveniente dall'Irlanda. A Perugia è presente la tessitura dl lino e la lavorazione su tombolo con l'inconfondibile simbolo del grifo di Perugia. Ad Assisi vengono prodotti ricami molto particolari e di difficile ricamatura, perchè devono produrre un effetto di pieno e vuoto.